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23 ottobre 2009

Luci e ombre, dell'illuminazione a basso consumo

Quel filo incadescente che ha fatto un'epoca della tecnociviltà umana illuminando a giorno le notti di miliardi di persone è pronto per diventare un ricordo: la lampadina inventata da Edison dal 2012 scomparirà dal mercato europeo. Il motivo? Molto semplice, rappresentano i residui di uno stile di consumo che non possiamo più permetterci. L'efficienza energetica di una lampadina ad incandescenza tradizionale non supera il 5%, un dato che che rasenta il comico nel tempo delle grandi crisi energetiche. Non è solo questione di risparmio energetico ma anche di riduzione dell'impatto ambientale derivante dalla produzione dell'energia elettrica. Il pensionamento delle lampadine a incandescenza tradizionali infatti è stato deciso, ancor prima che dal bilancio energetico, dalla necessità di limitare le emissioni: si pensi che soltanto negli Stati Uniti, la sostituzione di metà delle lampadine attualmente in uso con lampadine a risparmio energetico comporterebbe la mancata emissione nell'atmosfera di ben 42,4 milioni di tonnellate di CO2. Quindi, addio lampadine a incandescenza ma non è dato sapere a quale ritrovato dell'illuminotecnica appartenga il futuro. Non si è ancora affermata una tecnologia dominante sul nuovo mercato dell'illuminazione che è pervaso da un fermento senza precedenti. Lampade al neon, alogene, lampadine a fluorescenza compatte o led? Quale sarà la più bella del reame?

Le note lampadine a fluorescenza compatte (le cfl, anche in genere note come "a basso consumo") convertono fino all'80% dell'energia assorbita in luce e una lampadina da 20-25 W di questa classe può sostituire per luminosità la classica lampada ad incandescenza da 100W, con l'ulteriore vantaggio di avere una durata fino a 10 volte superiore. Esiste un dibattito sotterraneo in merito all'impatto ambientale di queste lampadine che contengono mercurio, elemento assai dannoso, per l'ambiente e la salute umana. Pur essendo in circolazione da oltre venti anni le lampadine cfl non sono ancora state segnalate dalle normative tra i prodotti da smaltire con particolare attenzione e la loro sino ad oggi scarsa diffusione le ha tagliate fuori da un vero e proprio circuito di riciclo dei materiali che le compongono. Tuttavia rappresentano una tecnologia rodata, che si presta ad un subentro indolore nelle case europee (dato che per lo più hanno lo stesso innesto delle lampadine a incandescenza) e che già sembra godere di un certo favore del pubblico. Per ora l'unico fattore che ne frena una vera e propria esplosione è il costo estremamente alto rispetto alle lampadine tradizionali, ma questo aspetto, allargandosi il mercato, rappresenta uno scoglio facile da superare. Le stesse lampade alogene o i neon (le più diffuse lampade a fluorescenza) pur rappresentando ottime alternative sotto il profilo dei consumi, implicano un notevole impatto ambientale a causa dei materiali che le compongono: a fine vita, rappresentano prodotti estremamente scomodi da smaltire.

La fluorescenza e le lampade alogene, rappresentano tecnologie rodate, ancora costose ma no rispondono appieno alle esigenze ecologiche del futuro: nel breve possono contribuire a ridurre le emissioni e i consumi, ma alla lunga possono rapprensentare un serio problema ambientale per l'impatto della loro produzione e del loro smaltimento.

Premesso che non si possa tornare alle candele, l'unica alternativa valida per il medio termine, dotata delle caratteristiche tipiche di una tecnologia duratura sembrano essere i LED. Al momento costosissime anche perché nel pieno della loro maturazione, le lampade a diodo ad emissione luminosa (il cui acronimo inglese è appunto: LED) presentano vantaggi notevoli: durano più di tutte le altre tipologie (fino a 50.000 ore), hanno un rendimento molto elevato (tra il 70 e l'80 %), sono resistenti alla temperatura, alle vibrazioni e all'umidità, non contengono mercurio e si fanno un baffo della frequenza di accensioni e spegnimenti.

Senza dubbio, sotto il puro profilo tecnologico, rispondono alle esigenze ecologiche ed energetiche del nuovo millennio. Il costo di questa tecnologia (che ha quasi 40 anni, ma sembra una neonata nel grande mercato dell'illuminazione) calerà nel tempo, rendendola la comune dotazione di qualunque casa, locale o spazio da illuminare.

Per ora chiudiamo un occhio sul mercurio (ma non dimentichiamolo!) in attesa dei LED a basso costo, cavalchiamo le tecnologie di passaggio per dare una mano al mondo: nel 2012 la lampadina di Edison sarà spenta e nessuno può rimanere al buio.

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