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Un mostro di gomma

Secondo i dati emersi da un recente studio dell'AIRP (Associazione Italiana Ricostruttori di Pneumatici), ogni anno, gli automobilisti europei scartano 220 milioni di pneumatici usurati che, se venissero accostati l'uno all'altro, formerebbero un'interminabile fila in grado di compiere quattro volte il giro del mondo intorno all'equatore: un mostruoso serpente di gomma del peso di 3,4 milioni di tonnellate.
La domanda, ovvia, che dovremmo porci è: che fine fa questa montagna di gomma? Non è certo possibile "spazzarla sotto il tappeto", ammucchiandola indefinitamente o, ancor peggio, bruciandola. Per fortuna esistono aziende e consorzi che si occupano della raccolta degli pneumatici che ogni anno abbandoniamo dal nostro gommista, con il fine di riciclarne la gomma o di "ricostruirli".
Vale la pena sottolineare che il riciclo di uno pneumatico è un'operazione tutt'altro che elementare. Prima di procedere al recupero della gomma dello pneumatico questa va separata da un inquietante gruppetto di agenti inquinanti come lo zinco, lo zolfo e il piombo che possono comprometterne l'eco-compatibilità. Il processo consiste in una vera e propria polverizzazione del pneumatico per ottenere un granulato con cui si può poi produrre gomma impiegabile nella produzione di scarpe, pannelli, pavimenti sportivi e persino asfalto! Ma esiste anche la tecnica e la tecnologia per "ricostruire" uno pneumatico che non sia definitivamente compromesso da danni strutturali. Il pneumatico ricostruito è un pneumatico al quale è stato sostituito il battistrada usurato con materiale nuovo, dalle caratteristiche del tutto simili all'originale: un prodotto più economico e, soprattutto, una scelta ecologicamente responsabile. La materia prima di questo processo è rappresentata dagli pneumatici usati che conservano integre le loro caratteristiche strutturali. La ricostruzione è possibile perché la struttura di uno pneumatico ha una vita utile molto più lunga del battistrada. E questi pneumatici ricostruiti tornano ad essere utilizzabili e assolutamente affidabili. Secondo l'AIRP, la ricostruzione salva circa il 70% dei materiali originari dello pneumatico. E ciò permette un risparmio medio annuo (solo in Italia) di 160 milioni di litri di petrolio e 46.000 tonnellate di altre materie prime strategiche come gomma naturale e sintetica, nero fumo, fibre tessili, acciaio e rame.

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