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ForPlanet raccoglie l’appello lanciato dalla Fondazione Cetacea Onlus

“Servono fondi per tre tartarughe gravemente ferite”

ForPlanet  raccoglie l’appello lanciato dalla Fondazione Cetacea Onlus

“Cari Amici,
da giorni continuano ad arrivare Tartarughe all’ospedale, ormai sovraffollato. Tra cura e degenza ne contiamo 17. Tre di loro, Garibaldi, Vittorio Emanuele e Piemonte (in tema di Unità d’Italia), sono gravemente ferite e necessitano di cure molto costose che purtroppo la Fondazione Cetacea, per la condizione economica in cui si trova, non riesce a sostenere.
Garibaldi ha riportato una ferita alla testa molto profonda. Vittorio Emanuele ha lesioni cutanee gravi ed estese (si sta desquamando e depigmantando). Piemonte rappresenta il caso più grave: l’arto anteriore sinistro ha un ferità profonda, probabilmente dovuta ad un morso, con esposizione dell’osso e rischia seriamente l’amputazione.
Vi chiediamo ancora una volta aiuto per le nostre amiche Tartarughe. Con una piccola donazione potete fare molto per loro.” (Fondazione Cetacea)

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Fondazione Cetacea - www.fondazionecetacea.org

Da oltre venti anni, per il mare

Fondazione Cetacea è nata nel 1988. Il suo impegno è nella tutela del mare Adriatico, e nello sforzo di farlo conoscere e apprezzare nei suoi aspetti naturali, studiando, educando e informando. Da sempre si occupa di Cetacei, tartarughe marine e squali.
Si avvale del prezioso contributo di biologi, veterinari, naturalisti e volontari. E’ attiva nel soccorso di animali in difficoltà, in special modo Cetacei e Tartarughe marine.

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Donazione a favore di Fondazione Cetacea da parte di forPlanet

Vista l’emergenza in cui opera l’ospedale delle Tartarughe di Fondazione Cetacea forPlanet ha deciso di essere la capofila di questa emergenza adottando 10 tartarughe marine.

“Un contributo concreto, in linea con lo stile di Forplanet, per salvare una specie ad alto rischio estinzione. Animali che soffrono e che rischiamo di sparire dai nostri mari per colpa dell'uomo. Un primo sostegno a cui speriamo di dar seguito con il vostro supporto”.

Tessa ( Presidente forPlanet Onlus)

Con questa prima donazione Fondazione Cetacea Onlus entra a fare parte dei nostri Partners di Progetto sul territorio Italiano.

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Progetto Tartarughe

Le Tartarughe marine sono a rischio di estinzione. L’Adriatico rappresenta un’area di alimentazione e di svernamento di estrema importanza per la Tartaruga Comune (Caretta caretta).
Fondazione Cetacea interviene nel recupero di tartarughe marine spiaggiate lungo tutto la costa emiliano-romagnola e marchigiana. Lavora in stretta collaborazione con le Capitanerie di Porto e gli uffici del Corpo Forestale, e dispone di un database di oltre 1500 esemplari di Caretta caretta esaminati e catalogati, già fornito al Ministero dell’Ambiente per la redazione del Piano d’Azione Nazionale Tartarughe Marine.

Da più di 20 anni Cetacea rappresenta un punto di riferimento per le Capitanerie di Porto e per le autorità. Nel territorio in questione, essa fornisce un servizio che si è talmente radicato sul territorio da essere ormai considerato “servizio pubblico”, ma senza nessun sostegno economico pubblico.

Queste attività hanno portato a una copiosa mole di dati, pubblicati attraverso i consueti canali scientifici: pubblicazioni, presentazioni a convegni, articoli di divulgazione scientifica

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L’Ospedale delle Tartarughe

Dal 1994 la Fondazione gestisce un Centro Recupero Tartarughe Marine, uno dei più importanti ed attivi della nazione e per l’Adriatico.
Il Centro è riconosciuto come Centro di coordinamento regionale della regione Marche e presto anche dell’Emilia-Romagna, secondo le indicazioni del Piano di Azione Nazionale del Ministero dell’Ambiente. Nel Centro sono state curate e restituite al mare circa 300 tartarughe marine grazie, anche, alla immancabile collaborazione con le autorità, Capitanerie di Porto e Guardia di Finanza, che ogni volta mettono a disposizioni mezzi e uomini per realizzare questi emozionanti eventi. Cetacea interviene anche su tutte le tartarughe spiaggiate già morte.
Da notare che mentre in Italia si spiaggia in media 1 tartaruga ogni due chilometri di costa, in Emilia-Romagna questo valore sale a oltre 14 (e a 3 nelle Marche).

L’Ospedale delle Tartarughe ha costi elevati: cibo, filtraggio, cure mediche e medicinali; è possibile aiutare la struttura nella cura di questi simpatici e sfortunati animali adottandone uno.

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Situazione attuale pazienti

Tra la fine del 2010 e questi primi mesi del 2011 le basse temperature hanno portato allo spiaggiamento per assideramento, sulle coste romagnole e marchigiane, di molte grosse tartarughe marine della specie Caretta caretta.
Generalmente, le tartarughe durante l’inverno tendono a migrare verso acque più calde in direzione del sud Italia e del Mediterraneo oppure verso l’altra sponda dell’Adriatico, la Croazia, per la profondità maggiore del fondale e il conseguente mantenimento di una temperatura superficiale più mite; questo perché le acque dell’alto Adriatico, appetibili per la ricchezza di cibo e gradevolmente calde durante la primavera e l’estate, a causa dei bassi fondali, in inverno si rivelano troppo fredde per questi animali.

Negli ultimi anni però, si è notato una permanenza più lunga nelle nostre zone di tartarughe sub adulte e adulte, che hanno una taglia dai 40 agli 80 cm di lunghezza del carapace (lo scudo dorsale che riveste il corpo della tartaruga); probabilmente questo è dovuto ad un leggero aumento della temperatura dell’acqua superficiale, anche durante il periodo invernale, dovuto ai cambiamenti climatici.
Comunque, nonostante le acque possono risultare più calde rispetto al passato, gli sbalzi repentini e soprattutto i cali drastici di temperatura, a cui le nostre acque sono soggette in inverno, provocano fenomeni di ipotermia in quelle tartarughe marine che si sono attardate in queste aree.
Attualmente ricoverati presso l’ospedale delle tartarughe marine del Centro ADRIA di Riccione sono dodici esemplari curati per assideramento, quattro per cattura nelle reti, quattro per ferite e una per patologia cronica.

Le più gravi sono
- Piemonte (una pinna maciullata),
- Garibaldi (ferita in testa)
- Vittorio Emanuele (amo in gola e setticemia agli arti)
che necessitano di interventi chirurgici e cure specialistiche.

L’assistenza di questi animali non è a carico della sanità pubblica, non essendo questi pazienti umani e nemmeno a carico del Ministero dell’Ambiente, anche se le tartarughe sono tutelate da leggi nazionali e internazionali come specie protetta, così le cure sono possibili grazie alla volontà dei soci, dei volontari e dei sostenitori della Fondazione Cetacea onlus su cui gravano ora, difficoltà economiche.

Per questo motivo è importante incrementare l’iniziativa della Fondazione “Adotta una tartaruga marina”. Con il versamento di una quota di 30 o 50 euro si può adottare una tartaruga marina.

L’ospedale delle tartarughe marine è aperto nei mesi estivi tutti i giorni, mentre durante l’inverno e la primavera, è accessibile su prenotazione, soprattutto da parte delle scuole e di chi ha adottato i nostri pazienti. Per informazioni telefonare allo 0541/691557.

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