Biodiversità come banca genetica

La diversificazione biologica è l’arma utilizzata dalla vita per sopravvivere alle variabili che si presentano: se non esiste diversità non esiste evoluzione. Se si presenta un cambiamento ambientale, quante specie sopravvivranno se sono solo cento e non centomila? Per milioni d’anni il tasso d’estinzione originario è stato di 1-10 specie l’anno, oggi ne perdiamo, per sempre, 30.000, in pratica tre specie ogni ora. Un fenomeno più rapido dell’estinzione dei dinosauri avvenuta 65 milioni d’anni fa. Per questo molti scienziati affermano che stiamo causando la Sesta estinzione di massa.

La biodiversità, oltre a garantire la vita sul pianeta, è il motore stesso dello sviluppo dell’uomo. Rappresenta un enorme serbatoio per la moderna agricoltura, la medicina e l’industria. Per esempio il 25% delle medicine che usiamo deriva da principi attivi di piante, per lo più d’origine tropicale. Da arbusti, fiori, semi, radici e funghi si estraggono molti tipi di farmaci, dagli anestetici agli antibiotici, dai contraccettivi ai medicinali per le malattie cardiache, malaria e molte altre affezioni. Per esempio, la chinina antimalarica è estratta dalla corteccia di diverse specie della Cinchona, un albero andino. Le specie asiatiche e africane della Rauwolfia forniscono la reserpina, utilizzata per la cura dell'ipertensione e delle malattie mentali. Diverse leguminose, e in particolare il castagno australiano di Moreton Bay (Castanospermum australe), forniscono la castanospermina, che sperimentalmente offre buone speranze nella lotta contro l'AIDS. Si stima che una specie su 10, contenga principi contro il cancro.

Questo grazie a quel poco che conosciamo della vita: del 90% delle specie esistenti al mondo, non sappiamo nulla se non il nome.